Il “Gorni Kramer Quartet” nasce nel 2003 ed è composto da affermati musicisti.

 

Sebastiano Zorza alla fisarmonica

Marko Feri alla chitarra

Aleksandar Paunović al basso

Giorgio Fritsch alla batteria.

 

Il repertorio del gruppo comprende brani dell’età d’oro dello swing, sia europeo (italiano,francese) che americano, balads jazz, tango argentino e musiche degli anni ’50-’60, con atmosfere di “valse musette” e “gypsy jazz”.

Il quartetto porta il nome del grande fisarmonicista italiano, che firmò le musiche di alcuni programmi di successo che rappresentano la storia della televisione italiana.

 

 

www.gornikramerquartet.com

Discografia: “Modulante” 2008 - Falcon Music CD280399

Ospiti: Martina Feri, voce / Peter Soave, fisarmonica

Notes Vagabondes- Live” 2005 - Sinfonica AMV 04

 

 

L’epoca che viviamo, se ha un pregio, é quello di permettere, in mezzo ad una foresta di produzioni spesso omologate da una globalizzante ovvietà (se non noia), di trovare spazio anche per cose lievi e piccole. Due termini che qui, lungi dall’essere riduttivi, indicano invece la riscoperta, ad opera di Sebastiano Zorza, di un mondo che fu bellissimo nella sua lievità (non leggerezza), ma non fu piccolo. Quella che può essere definita musica varietè (più autarchicamente musica del Varietà) fu la colonna sonora di una stagione particolare della cultura sociale e del costume del nostro Paese, che, però, trovò un elemento di aggancio in un altrettanto particolare milieu – e il caso di dirlo – della cultura francese già alle prese con il mondo fascinoso dei Valzermusette in riferimento al nome di un particolare loro tipo di fisarmonica. Ci sono musiche che sono la memoria di un’epoca in senso sostanziale, capaci di far cogliere un clima, un complesso di sensazioni con maggior forza, chiarezza e immediatezza di qualsiasi dotto saggio. Il cuore di questa musica varietè che ha rasserenato almeno tre generazioni e nella fisarmonica...tutto ciò, invece di veleggiare verso una sconsolante banalità può prendere la strada del più indiavolato virtuosismo. Ma si tratta di un virtuosismo non aggressivo, tanto meno borioso, forse appunto affabilmente “modulante” dove l’accademia più elegante non é dimentica della semplicità cantabile. Dove non si modulano solo accordi e tonalità. Ma, soprattutto, si modula un alfabeto emotivo ricco di nostalgie.

La presenza, come ospiti, della cantante Martina Feri e del noto fisarmonicista Peter Soave impreziosiscono ulteriormente un’opera musicale ricca di affetto e attenzione per un mondo scomparso. Ma non inutile, capace di ricordarci che c’e stata un’epoca non lontana in cui divertimento e qualità, inventiva e intrattenimento, stile, sentimento ed educazione – basti citare quattro pezzi di Bruno Martino - infine, come collante del costume sociale, si davano la mano e la cosiddetta musica leggera era interpretata da grandi professionisti, pieni di passione, serietà e consapevolezza artistica. Se quest’opera é credibile e bella é soprattutto perché i musicisti, a partire da Sebastiano Zorza, hanno applicato tutta la loro più attenta magistralità a rileggere, come loro storici Maestri, una musica “semplice” con la virtù esecutiva e sensibile di preparatissimi interpreti. (dal booklet del CD Modulante, Marco Maria Tosolini)

 

 

Scrivere sul lavoro degli amici, non è impresa semplice, soprattutto quando si è già convinti della qualità del risultato finale che si vorrebbe trasmettere a terzi senza atteggiamenti di parte. Il “Gorni Kramer Quartet” interpreta questo autore “barbaramente”, spogliandolo di pizzi e merletti: la musica che ne esce ha l’odore del carbone e non il profumo del pane appena sfornato,ha una dignità “altra”, diversa dall’originale …. e proprio per questi motivi, trovo che tale operazione sia la conferma dell’esistenza di magiche sintonie tra le varie culture…..Non è un caso che questo progetto sia stato concepito in un’area transfrontaliera del FriuliVenezia-Giulia, crocevia di culture e persone forse inconsapevoli della propria ricchezza comunicativa. (dal booklet del CD Modulante, Valter Sivilotti)

 

 

“...un disco (Notes Vagabondes) che merita indubbiamente di essere conosciuto e divulgato, sia per la qualità degli interpreti, sia per la scelta del programma proposto. Gli ottimi esecutori, che compongono il “Gorni Kramer Quartet”...hanno il merito di farci compiere un affascinante viaggio– attraverso musiche “senza barriere”, al di là di stili e generi ben precisi – che dagli anni ’40 / ’50 giunge verso la fine del secolo scorso. Un percorso “incrociato” e variegato, ma accomunato da un feeling ritmico sempre ben presente e coinvolgente, che - nella parte forse più “preziosa” (e anche culturalmente coraggiosa) del programma - ci fa rivivere l’epoca del secondo dopoguerra italiano; periodo che fu caratterizzato musicalmente da una certa “americanizzazione”, ovvero da un' influenza “jazzistica”, la quale fu spesso abbinata, in felice connubio, alla tradizionale linea melodica italiana...Il viaggio, nel tempo e nello spazio, propostoci dall’affiatato gruppo, ci porta poi in Francia, con un’altra parte abbastanza consistente del programma...interessante ed intrigante percorso musicale.” (dal sito www.accordion.com CD Review, Alessandro Mugnoz)

 

 

“Strumento sinfonico, ecumenico come pochi altri, la fisarmonica ha flirtato a lungo con una fama equivoca (resti di vino sul tavolo, suonatori ciechi all’angolo, la mala) e poi ne ha fatto ragione d’arte. Lo straordinario quartetto che rende omaggio nel nome ad uno dei suoi monumenti, e nato alla frontiera orientale d’Italia; miscela jazz e sensibilità balcaniche, fa grande musica. E non c’é piede che non prenda a battere, fianco femminile che non accenni a muoversi.” (La Regione Ticino,“The best of Youtube” di Erminio Ferrari)

 

 

“Un poker d’assi nel nome di Kramer...Modulante, una lezione di stile...fin dalle prime battute appare chiaro che stiamo parlando di un prodotto di classe, di esecuzioni impeccabili...nei credits troviamo uno la prestigiosa collaborazione di uno dei numero uno al mondo di bandoneon, fisarmonica e accordion: Peter Soave, musicista di origine italiana, nato e formatosi a Detroit, oggi il più accreditato esponente della cultura musicale ereditata dai grandi fisarmonicisti del passato...il quartetto ha saputo rileggere le composizioni del maestro Kramer con una chiave secca, senza fronzoli, molto nature...Un disco importante, questo del Gorni Kramer Quartet: molto più di un semplice omaggio o di un percorso della nostalgia.” (Messaggero Veneto)

 

 

 

Gorni Kramer Quartet
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